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ECCO DOVE MI SONO TRASFERITO
13 gennaio 2010



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DEVO TRASFERIRE IL BLOG!
11 gennaio 2010
In questo cavolo di Canocchiale non si riesce a commentare! Devo decidermi a trasferire il blog su una piattaforma più funzionale.



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MA PERCHE' LI PRODUCONO?
29 dicembre 2009

Premessa: non ricordo da quando, quindi dirò da sempre, per dormire, non riesco ad indossare altro che boxer e T-shirt, in qualsiasi stagione e ad ogni latitudine.

Non sopporto nella maniera più assoluta quegli orribili pigiamoni felpati che la maggior parte delle femmine in età fertile si ostina ad utilizzare da ottobre a maggio!




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AUGURI
22 dicembre 2009
Ai miei lettori un sincero augurio di buon Natale e felice e prospero nuovo anno.



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Tutto inizia martedì...
3 ottobre 2009

Traffico in Tangenziale. Detesto arrivare all'ultimo momento in aeroporto, ma questa volta è inevitabile. Riconsegno l'auto e corro al check-in. Per fortuna il desk in Freccia Alata mi permette di evitare la coda. Ai controlli di sicurezza, il solito stress, mi tocca svuotare la mia borsa tattica che essendo l'unico bagaglio (a mano) con cui viaggio è stipata di macchinette elettroniche che attirano irresistibilmente la curiosità dei controllori. Devo togliere la cintura, l'orologio, finanche le scarpe, intanto il tempo scorre inesorabile. Ricompongo la borsa, mi rivesto e parto spedito verso il gate d'imbarco. A metà percorso l'i-Phone squilla, mi distraggo un attimo per estrarlo dalla tasca. In quell'esatto momento la mia traiettoria incrocia quella di un altro corpo. La collisione è inevitabile, le conseguenze pure. I miei 84 Kg per 186 cm, collidono con 48 Kg per 178 cm.

Visto da fuori deve essere assomigliato al duro scontro di gioco tra 2 rugbisti lanciati per afferrare una palla alta.

Nello scontro tra "gravi", chi ha la peggio è sempre quello dotato di minor massa. Nel caso specifico, il "grave" è costituito dal corpo (da urlo) che poco dopo scopro appartenere ad una modella, di haute couture, a fine carriera, manager nel mondo della moda, che parla un ottimo francese, oltre ad altre 4 lingue e che, meraviglia delle meraviglie, invece di essere arrabbiata come una jena, si scusa dicendomi che stava correndo al gate del volo per Bruxelles, che non mi ha visto, che le dispiace tanto e che mi prega di scusarla etc, etc, etc. La aiuto a rialzarsi, a raccogliere una congerie di, riviste di moda, articoli di dutyfree, telefonini etc, sparsi tutto intorno e, insieme, ci affrettiamo verso il gate, tra noi una strana quanto immotivata ma naturalissima allegria. I posti assegnati sono lontani, ma dietro alla mia poltrona di businness ce ne sono 2 libere. Ci sediamo vicini e lei comincia a raccontarmi la sua vita ...

Questo weekend e non solo, so cosa farò a Bruxelles. Non credo che durerà molto, penso che entrambi non siamo interessati ad un noioso legame stabile, quanto piuttosto determinati a godere l'eccitante sensazione del nuovo incontro. Chi vivrà vedrà, nel frattempo inizio un nuovo progetto, quindi penso che avrò a malapena il tempo di respirare.




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Vita frenetica
24 settembre 2009

La solita tirata del giovedì prima del rientro.

Poi, domani mattina, riunione alle 8, con successiva corsa in aeroporto (sperando di non trovare traffico, almeno in Belgio non c'è la patente a punti e nel caso li perderebbe l'autista :). Sbarco a Pisa, salto in macchina (a noleggio), corsa scapicollata in sede per altra riunione alle 14.30. (fotografie di autovelox e punti della patente che he saltano come birilli, ho già ridato una volta l'esame da quando si sono inventati sta bella pensata....). Alle 19.00 aperitivo sul lungomare con amici e poi cena.

Non vedo l'ora sia sabato...




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Meteo-stranezze
22 settembre 2009

Da domenica qui, specie il pomeriggio, sembra tornata l'estate. La mattina fa davvero fresco, tant'è che ci si desta col riscaldamento acceso, però poi in corso di mattinata, cielo terso, sole caldo e scarsisima umidità. La cosa è davvero insolita, mi sa che tra un po' la pagheremo con gli interessi ...




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Weekend belga
21 settembre 2009

 

Samedi après-midi:
Come da programma, ho trascorso il pomeriggio contribuendo alla rapida uscita dalla crisi economica. Crisi che peraltro, data una fortunata serie di coincidenze, posso dire che non mi abbia toccato neppure da lontano.
Recatomi in uno di quei grandi ipermercati nella cintura esterna di Bruxelles, per fare provvista di alimenti ho finito per acquistare anche: 6 tovagliette in stecche di bambù, 1 set di posate da 12 pezzi dal design rigorosissimo (non sopportavo più la posateria stile Ikea che ho trovato nella dotazione della villetta arredata), un frullatore ad immersione, un decanter in cristallo dal disegno essenziale.
Non contento, mi sono ritrovato in centro, nell’equivalente di via Montenapoleone a Bruxelles, dove non ho resistito alla tentazione di uno smoking Armani, blu notte, in velluto di seta con rivolti di raso, un paio di jeans D&G, da abbinare spezzando lo smoking, (in certe occasioni adoro le contaminazioni di stili), un paio di Nike alte nero assoluto da Boxe.
Non fanno altro che dirci che per uscire dalla crisi è necessario rilanciare i consumi, per un po’, penso di aver fatto la mia parte.
Quando sono ritornato all’auto, visto che mi ero un po’ “inventato” il parcheggio, quei buontemponi dei gendarmi belgi, tutti rigorosamente armati di Glock 17, hanno pensato bene di bloccarmi la posteriore sinistra con un molestissimo sabot giallo fosforescente. Così mi è toccato pure versare un sostanzioso obolo nelle casse de la commune de Bruxelles.
Dimanche :
domenica semplicemente SUPER! Lancio da 16.500 piedi con la mia nuova attrezzatura. Una vera bomba. Veramente fantastico.



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Weekend belga
19 settembre 2009

Mi appresto a trascorrere un altro finesettimana in belgio. Questa volta è tutto organizzato. Domenica mi lancio. Spero di aver occasione di sfruttare appieno l'ettrezzatura acquistata l'estate scorsa negli USA. una cosa è certa, da queste parti, sanno a malapena cosa sia.




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Sorridete, ragazze, sorridete!
14 settembre 2009

Da un po’ di tempo, mi capita di riflettere su quante persone, segnatamente di sesso femminile, siano cronicamente insoddisfatte e pervicacemente ansiose.

Tendenzialmente, sentendomi irresistibilmente attratto dal dilettantistico studio dall’affascinante universo femminile, mi rendo conto di quanto noi maschietti riusciamo ad essere assolutamente “inadeguati”. È come se le esigenze profonde dell’”altra metà del cielo” (detestabilissima definizione consunta dall’uso), fossero oltre che difficilmente comprensibili, per definizione, assolutamente incompatibili con quelle maschili.
La fascia d’età critica, a quanto sembra, (e qui mi riferisco ad un campione sperimentato direttamente e quindi destituito di reali valenze statistiche) va dai 30 ai 40 anni. Le ragioni sono probabilmente riconducibili, a mio modestissimo modo di vedere, (beninteso, non sono uno psicologo, quindi non pretendo che queste riflessioni siano realmente fondate su dati “scientifici”) ad una sorta di orologio biologico, che, oggettivamente, scandisce lo scorrere del tempo in modo assai diverso, per i due sessi che, quando scatta, lancia segnali allarmanti che si traducono in “ansia riproduttiva”. Anni di lotte per l’emancipazione del genere femminile, non sono riusciti, e non riusciranno, almeno ancora per un bel pezzo, ad affrancare detto genere dalla naturalissima “sindrome” di cui sopra.
Al contrario, le femmine umane, che tanto hanno combattuto per affermare la propria autodeterminazione, oggi, paradossalmente, si trovano a pagare una sorta di scotto, (lo si potrebbe definire, il rovescio della medaglia) che consiste in un carico di ansie e d’insoddisfazione che derivano dal proprio status acquisito sul campo.
Occorre per altro rilevare che, parallelamente, il genere maschile, svuotato progressivamente delle proprie ataviche prerogative, spesso si rifugia in puerili comportamenti che ne evidenziano il grave deficit di maturità.
Per esperienza diretta posso affermare che l’ansia - indotta, nel genere di femminile, dalla spasmodica ricerca del raggiungimento di uno stato di “stabilità” affettiva - autodetermina quegli elementi critici che minano dalle basi ogni possibilità, che esso, (lo stato di stabilità) si concretizzi. Quest’ultima considerazione, per quanto in ambito diverso, ha delle innegabili affinità coi “Teoremi d’incompletezza”, celeberrime dissertazioni logiche, formalizzate nella prima metà del secolo scorso, dal grande matematico boemo, Kurt Godel. (opera fondamentale nel pensiero umano, la conoscenza e comprensione della quale, è, a mio modesto parere, utilissima in una pluralità di settori della vita pratica).
In conclusione il mio messaggio è il seguente: gentili signore, rilassatevi, vivete serenamente i migliori anni della vostra vita, senza cervellotiche ricerche dell’amore eterno, e, vi assicuro che, come per incanto, una gran parte delle vostre uterine problematiche esistenziali, svaniranno.
Sintetizzando ulteriormente: sorridete, ragazze, sorridete, che la vita è bella!



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...
11 settembre 2009
Adoro l'odore di kerosene bruciato, quando salgo sul jet, di prima mattina...



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Weekend italiano
10 settembre 2009

Si sta per concludere una settimana produttiva. Domani mattina volo di rientro. A casa, forse, ancora uno scampolo di fine estate.




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I like jump! (1a parte)
7 settembre 2009

 

La maggior parte delle persone che conosco considerano il salto nel vuoto una follia. Un carissimo amico, dei tempi delle elementari, oggi specializzato in psichiatria, parla di “insana tendenza al suicidio contrastata labilmente dall’istinto di conservazione”. Non ho sufficienti conoscenze della psiche umana per poter confutare questa tesi, posso solo dire che il vuoto mi attira in modo irresistibile, da sempre.
Sin da bambino il mio passatempo preferito era saltare. Quando gli impegni scolastici, lo sport praticato, e le lezioni di pianoforte me lo consentivano, mi recavo nei miei “luoghi sperimentali” dove mi dedicavo al salto. Dapprima, da pochi centimetri, poi sempre più dall’altro, sino a lanciarmi dal primo piano di casa.
Poi l’arrampicata libera, sport affascinante, che mi consentiva di lasciarmi cadere nel vuoto, vincolato all’imbracatura. Quando nella prima metà degli anni ’90 arrivò in Italia il bungee jumping, fui tra i primi a lanciarmi dal ponte di Triora. 120 metri di salto. Una vera entusiasmante scoperta. La possibilità di lanciarsi nel vuoto, per un lungo tratto, senza ricevere lo strattone secco dell’imbracatura al punto di massima tensione. L’inversione del moto, il rimbalzo elastico, la botta intensissima di adrenalina, il profondo senso di appagamento e di spossatezza del “dopo”, simile, ma più forte, a quello che si prova dopo un intenso prolungato coito, fanno di quel tipo d’esperienza qualcosa di magico, con un solo limite, la brevità fulminea. http://www.youtube.com/watch?v=syLvSuyqlAY
La cosa davvero forte, però, è il lancio da 5.000 m. La caduta veramente libera, con tuta alare, è quanto di più simile alla picchiata di un falco che si lancia sulla preda. Un’esperienza davvero unica.



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Elogio della bellezza.
4 settembre 2009

E’ universalmente riconosciuto che la bellezza, intesa in senso astratto, sia un valore fondamentale. Le arti, specie nell’antichità, hanno inseguito costantemente l’ideale assoluto del bello. Basti pensare alla Grecia antica e alla mirabile architettura del periodo ellenistico o alla scultura di Fidia, Pressitele o Skopas. Al Rinascimento con artisti eccelsi che non cito, onde non scadere nell’ovvio. Si pensi, per tornare a tempi più vicini a noi ad alcuni oggetti progettati da moderni designers, uno per tutti l’esempio della “chaise longue” di Lecorbusier, un autentico archetipo fuori dal tempo.

La bellezza si ritiene nobiliti ed impreziosisca l’ambiente tanto da elevare lo spirito e migliorare la qualità dell’esistenza. Il riferimento alle arti, è comunque limitativo. Come si può rimanere insensibili di fronte al meraviglioso e maestoso spettacolo di un tramonto, o alla stupefacente bellezza di un panorama naturale?
 
La bellezza in generale quindi è qualcosa di magico, di superiore, di raro quindi, di prezioso. Ergo, l’aspirazione a circondarsene è cosa lecita. Non è da tutti certo potersi permettere il massimo, ma è generalmente considerato giusto che ogni individuo aspiri, nei limiti del possibile a condurre un’esistenza circondato dalla bellezza. Come si considererebbe una persona che potendo vivere in una magnifica casa, elegantemente arredata ed arricchita da preziose opere d’arte, che si affaccia su di un panorama mozzafiato, preferisse stabilirsi in un disadorno appartamentino da cinquanta metri quadri in un anonimo palazzone vista tangenziale o zona industriale? Un pazzo? Un masochista? Senza andare troppo oltre sarebbe lecito dubitare del suo equilibrio mentale.
 
Esaurita la necessaria premessa, la domanda a questo punto è la seguente: perché, se tutto questo è ritenuto valido nel caso della bellezza paesaggistica, o di quella che fa riferimento genericamente alle arti, nel caso della bellezza fisica non dovrebbe valere? Giungendo brutalmente al sodo: perché si ritiene sconveniente preferire una persona esteticamente bella a una brutta?
 
Conosco colleghi che dovendo scegliere una segretaria prediligono la capacità rispetto all’estetica. Personalmente, dovendo scegliere tra una segretaria brutta ma brava e una bella ma scarsamente pratica, la mia netta preferenza va, senza alcun dubbio, alla bella e incapace (attenzione! L’incapacità è altra cosa rispetto alla stupidità, gli stupidi sono un caso a parte, non rientrano in questa trattazione). Starà a me ammaestrarla. Una segretaria bella, può diventare brava. Una brutta, mai diventerà bella. Questo, ben inteso, a prescindere da ogni considerazione di ordine sessuale. A riprova di questo, dovendo scegliere un collaboratore, di sesso maschile e ritengo superfluo specificare la mia assoluta eterosessualità, ritengo comunque l’aspetto estetico decisamente importante.
 
Non ho pudore ad affermare che detesto avere intorno esseri umani brutti. Volti sgraziati, nei quali naso occhi e bocca sembrano assortiti casualmente. Trovo ridicolo e privo di senso che molte persone si affannino ad acquistare abiti costosi ed “eleganti” indossati per coprire fisici informi, del tutto insensibili al fatto che non esiste miglior eleganza di quella di un fisico curato. Specifico che questo solo incidentalmente può coincidere con magrezza e muscolo, bensì piuttosto con l’armonia e a prescindere dall’età.
Esistono persone anziane di una bellezza stupefacente e beninteso, senza fare ricorso al bisturi. Provo fastidio, finanche a rivolgere la parola a una persona brutta, fatico a guardarla mentre gli parlo, quindi la evito.
 
Fortunatamente per i brutti, e non sono pochi, non esistono al mondo solo persone che la pensano come me. Però non posso fare a meno di pensare che la maggior parte di coloro i quali, seguendo questo mio ragionamento, mi considereranno un mostro, o semplicemente un superficiale - dicendosi convinti che l’aspetto fisico non conti, che il valore della persona si misura con ben altri metri - o appartengono alla categoria dei brutti o ancor peggio a quella degli ipocriti. Io, probabilmente, a quella dei cinici e dei “bastardidentro”.
 
Tutto ciò a prescindere dal fatto che la valutazione estetica sia puramente individuale e soprattutto che giustamente anche altri siano gli aspetti che concorrono a fare di una persona esteticamente bella anche una persona umanamente interessante e completa. Ma questo è un altro discorso che merita una trattazione a parte. Qui stiamo parlando di estetica e gli ambiti sono rigorosamente separati.
 
Per il momento mi limito ad affermare che: a parità di valore interiore, bello è meglio.



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Weekend belga
4 settembre 2009

Sabato mattina in ufficio, approfittando della tranquillità necessaria per riordinare le idee e le carte, in vista della settimana successiva, pomeriggio a far spese, in uno dei giganteschi megastore attorno a Bruxelles. Poi la corsa serale e l’allenamento nella mia piccola ma super attrezzata palestra, ambientata nel seminterrato della mia villetta.

Domenica gita a Brugge, bella città fiamminga del nord,  visitata quest’estate in una splendida giornata di sole, ma che mi incuriosisce con l’atmosfera autunnale.




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La rentrée
3 settembre 2009

Riunioni, riunioni e ancora riunioni. Alcune delle quali praticamente inutili se nn a gratificare il riconoscimento del ruolo di chi vi partecipa. Fiumi di parole proferite, spesso, per il piacere di udire la propria voce.

Personalmente detesto questo sistema. Le presentazioni dei miei progetti, al board of directors, sono sintetiche, veloci, supportate da strumenti audiovisivi. Mi costano un po' di lavoro di preparazione, ma l'impegno è ripagato dai risultati. Niente facce annoiate o mascelle slogate dagli sbadigli. Quindi maggiore facilità a far passare idee, che, specie in questa situazione di crisi mondiale, a volte potrebbero richiedere lunghe discussioni.

Sto portando a conclusione con successo, un importante progetto e mi appresto ad affrontarne un altro, di tipo molto diverso, ma intensamente stimolante. 

Sviluppare un progetto dalle basi è un'esperianza davvero esaltante.




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Salto nell'iperspazio
2 settembre 2009

Sono partito ieri mattina alle 6. Mattina soleggiata che preannunciava una giornata calda tipica di un'estate che non vuol finire. Ho viaggiato per 12 ore in auto verso nord.

Sino alla Svizzera, tempo bellissimo, sole e temperatura intorno ai 30°. Poi sembra d'aver cambiato universo. Arrivato a destinazione mi sono ritrovato in autunno inoltrato. Pioggia fortissima e temperatura intorno ai 15 gradi.




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Ovviamente oggi c'è il sole...
31 agosto 2009

peccato che ho passato la giornata in ufficio, fortuna che dalle finestre vedo il mare.




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Anche oggi niente sole...
30 agosto 2009

Visto che anche oggi il cielo si presenta pesantemente velato e che l'afa è considerevolmene diminuita, me ne sono andato a correre sulla strada per Portofino. Personalmente la considero una delle più belle strade del mondo. Gli scorci che si godono, dalla Cervara in avanti, sono assolutamente splendidi e simili solo a quelli visti in alcuni tratti della corniche intorno a Jidjel, nel nord dell'Algeria.




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Considerazione del mattino
29 agosto 2009

Pare che abbia percorso oltre 1.000 km per ritrovare all'arrivo quello ho lasciato alla partenza... un w.e. piovoso. E io che avevo programmato 2 giornate di mare...




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