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Elogio della bellezza.
4 settembre 2009

E’ universalmente riconosciuto che la bellezza, intesa in senso astratto, sia un valore fondamentale. Le arti, specie nell’antichità, hanno inseguito costantemente l’ideale assoluto del bello. Basti pensare alla Grecia antica e alla mirabile architettura del periodo ellenistico o alla scultura di Fidia, Pressitele o Skopas. Al Rinascimento con artisti eccelsi che non cito, onde non scadere nell’ovvio. Si pensi, per tornare a tempi più vicini a noi ad alcuni oggetti progettati da moderni designers, uno per tutti l’esempio della “chaise longue” di Lecorbusier, un autentico archetipo fuori dal tempo.

La bellezza si ritiene nobiliti ed impreziosisca l’ambiente tanto da elevare lo spirito e migliorare la qualità dell’esistenza. Il riferimento alle arti, è comunque limitativo. Come si può rimanere insensibili di fronte al meraviglioso e maestoso spettacolo di un tramonto, o alla stupefacente bellezza di un panorama naturale?
 
La bellezza in generale quindi è qualcosa di magico, di superiore, di raro quindi, di prezioso. Ergo, l’aspirazione a circondarsene è cosa lecita. Non è da tutti certo potersi permettere il massimo, ma è generalmente considerato giusto che ogni individuo aspiri, nei limiti del possibile a condurre un’esistenza circondato dalla bellezza. Come si considererebbe una persona che potendo vivere in una magnifica casa, elegantemente arredata ed arricchita da preziose opere d’arte, che si affaccia su di un panorama mozzafiato, preferisse stabilirsi in un disadorno appartamentino da cinquanta metri quadri in un anonimo palazzone vista tangenziale o zona industriale? Un pazzo? Un masochista? Senza andare troppo oltre sarebbe lecito dubitare del suo equilibrio mentale.
 
Esaurita la necessaria premessa, la domanda a questo punto è la seguente: perché, se tutto questo è ritenuto valido nel caso della bellezza paesaggistica, o di quella che fa riferimento genericamente alle arti, nel caso della bellezza fisica non dovrebbe valere? Giungendo brutalmente al sodo: perché si ritiene sconveniente preferire una persona esteticamente bella a una brutta?
 
Conosco colleghi che dovendo scegliere una segretaria prediligono la capacità rispetto all’estetica. Personalmente, dovendo scegliere tra una segretaria brutta ma brava e una bella ma scarsamente pratica, la mia netta preferenza va, senza alcun dubbio, alla bella e incapace (attenzione! L’incapacità è altra cosa rispetto alla stupidità, gli stupidi sono un caso a parte, non rientrano in questa trattazione). Starà a me ammaestrarla. Una segretaria bella, può diventare brava. Una brutta, mai diventerà bella. Questo, ben inteso, a prescindere da ogni considerazione di ordine sessuale. A riprova di questo, dovendo scegliere un collaboratore, di sesso maschile e ritengo superfluo specificare la mia assoluta eterosessualità, ritengo comunque l’aspetto estetico decisamente importante.
 
Non ho pudore ad affermare che detesto avere intorno esseri umani brutti. Volti sgraziati, nei quali naso occhi e bocca sembrano assortiti casualmente. Trovo ridicolo e privo di senso che molte persone si affannino ad acquistare abiti costosi ed “eleganti” indossati per coprire fisici informi, del tutto insensibili al fatto che non esiste miglior eleganza di quella di un fisico curato. Specifico che questo solo incidentalmente può coincidere con magrezza e muscolo, bensì piuttosto con l’armonia e a prescindere dall’età.
Esistono persone anziane di una bellezza stupefacente e beninteso, senza fare ricorso al bisturi. Provo fastidio, finanche a rivolgere la parola a una persona brutta, fatico a guardarla mentre gli parlo, quindi la evito.
 
Fortunatamente per i brutti, e non sono pochi, non esistono al mondo solo persone che la pensano come me. Però non posso fare a meno di pensare che la maggior parte di coloro i quali, seguendo questo mio ragionamento, mi considereranno un mostro, o semplicemente un superficiale - dicendosi convinti che l’aspetto fisico non conti, che il valore della persona si misura con ben altri metri - o appartengono alla categoria dei brutti o ancor peggio a quella degli ipocriti. Io, probabilmente, a quella dei cinici e dei “bastardidentro”.
 
Tutto ciò a prescindere dal fatto che la valutazione estetica sia puramente individuale e soprattutto che giustamente anche altri siano gli aspetti che concorrono a fare di una persona esteticamente bella anche una persona umanamente interessante e completa. Ma questo è un altro discorso che merita una trattazione a parte. Qui stiamo parlando di estetica e gli ambiti sono rigorosamente separati.
 
Per il momento mi limito ad affermare che: a parità di valore interiore, bello è meglio.



permalink | inviato da Tracce sulla sabbia... il 4/9/2009 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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